Emilio Conciatori

Emilio ConciatoriEmilio Conciatori nasce a Roma il 5 gennaio 1933. Durante gli studi inizia a lavorare con il padre Gino, scenografo teatrale, come assistente scenografo e pittore di fondali entrando fin da giovane a contatto con il mondo della cultura e dello spettacolo italiano. Nei primi anni ’50 parte alla volta di Los Angeles e il fervore che in quegli anni caratterizza la vita artistica e culturale di Venice sembra favorire l’attività di Emilio che inizia a dipingere aderendo con grande entusiasmo al movimento della Pop Art. Sulla base dell’esperienza d’oltreoceano, offre un impulso decisivo e personalissimo alla nascita della Pop Art Italiana. Tra il 1954 e il 1957 una febbrile attività segna la continua ricerca di una via italiana, e “conciatoriana” alla Pop Art. Nel 1958 inizia a elaborare tecniche diverse sentendo la necessità di liberare la sua spinta creativa dagli argini della Pop Art. Decide allora di tuffarsi nello studio dei grandi del passato, delle loro tecniche pittoriche e, soprattutto, della composizione del colore.

Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Giorgione, ed altri ancora sono i Maestri dai quali “impara” soprattutto l’arte dell’alchimia dei colori. Dal 1960 inizia la sua “cromopoiesi”, miscelando le antiche tecniche dei maestri con nuovi elementi nella composizione base del colore. Inizia così una fase sotterranea e fondante della carsica vicenda artistica del Conciatori. La ricerca “dell’essenza” del colore d’ora in poi caratterizzerà il suo mondo creativo, lasciando un segno profondo nell’arte contemporanea. Dall’appassionato studio di quegli anni torna alla luce un Conciatori pronto per esporre nelle più importanti gallerie italiane ed estere: Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Stoccarda, Ginevra, Zurigo, New York, Londra, Parigi e Lugano costituiscono le tappe del suo viaggio nel colore. Nel 1968 un altro viaggio, questa volta alla volta del Messico, gli consente di lasciarsi alle spalle un periodo difficile grazie all’incontro con Alvaro Siquieros.

A Città del Messico ha l’opportunità di apprendere l’arte del murales e di collaborare con il Maestro Messicano alla realizzazione del suo capolavoro “La marcia dell’umanità”. In questo stesso periodo incontra Stanley Kubrick o forse Kubrick finalmente trova Emilio. Il famoso regista riconosce infatti nell’opera di Emilio Conciatori quella stessa forza visionaria che ha da sempre espresso nelle sue pellicole; si innamora di alcune sue tele e decide di commissionargli la realizzazione della locandina del suo film più celebre: “2001, Odissea nello spazio”. Tornato in Italia con nuova forza e consapevolezza, nel 1970 Roma lo accoglie nelle sale di Palazzo Barberini per un omaggio all’arte di uno dei suoi figli più devoti con una mostra antologica dagli esordi fino al ’70.

Fino al 1974 Emilio Conciatori conosce un periodo sotterraneo dal quale riemerge grazie all’ennesimo viaggio. Questa volta saranno l’Australia e il contatto con la natura incontaminata del continente oceanico a riportarlo sui sentieri dell’arte. Dall’Australia al Giappone il passo sarà breve e ancor più felice l’incontro con la cultura orientale grazie alla quale la sua pittura conosce una nuova fase. Le sue opere si ammantano di misticismo e spiritualità fino a influenzare anche la sua vita permeata da un equilibrio sino ad allora sconosciuto; in questo periodo conosce la sua seconda compagna, Valeria, che riporta ordine nella sua vita.

Dal 1977 al 1989 l’arte di Emilio Conciatori conosce uno dei suoi periodi più fecondi raccogliendo riconoscimenti in tutto il mondo con numerose esposizioni in Giappone, Sudamerica e in Europa. Questo sarà il decennio dell’approdo da parte di Conciatori alla “sua” autentica arte: una profonda trasformazione che porterà molti critici a coniare la definizione di “simbolismo astrale”. Lui, nei suoi rari cenni autoreferenziali, preferisce definirla arte tra il simbolico e il surreale ma di fondo “astratta”. Ormai il suo passaporto raccoglie i timbri di ogni parte del pianeta e con lui la sua arte, apprezzata ovunque. Il riconoscimento che il mondo dell’arte rende alla sua opera lo porta a gestire con maggiore armonia la sua vicenda privata ed artistica: apre con la sua agente un canale preferenziale con il Giappone, dove ogni anno espone e si affida; entra ufficialmente nel mercato mondiale dell’arte conoscendo una enorme diffusione in tutto l’Oriente. Fino ad allora “emigrante dell’arte” dal 1990 al 2003 espone a Roma, Firenze, Milano, Bologna, Messina, Catania, con puntate a Lugano, Ginevra, San Francisco, Osaka, Hong Kong e Tokio.

Il Maestro torna nel 2008 a esporre alcuni suoi capolavori e le opere legate alle fasi più recenti nelle sale di Palazzo Valentini con “Viaggio della luce alla velocità dell’anima”.
Conciatori, se un quadro non arriva all’anima, non lo vende, e se lui stesso si innamora della sua opera, non se ne priva per nessuna cifra. Si racconta che Michelangelo Antonioni ammaliato da un suo quadro, si recasse spesso nel suo studio almeno per poterne godere la vista. Lì nel suo studio, dove il respiro millenario della vera Roma si fa più forte, tra le sue “tele belghe catramate” che tolgono spazio anche all’aria, si resta ammaliati, completamente ammutoliti dalla forza dei suoi colpi di luce.”

Credits

1964
– Galleria le Ginestre – ROMA

1965
– Galleria Sibaldi – PORTO SANTO STEFANO
– Galleria Nazionale – CITTA’ DEL MESSICO

1966
– Circolo del Tennis Eur – ROMA
– New Horizon Gallery – FRANCOFORTE
– Eur Olimpia Club – ROMA
– Modern Art Museum – PALMA DE MAIORCA

1967
– Up and Down – SIDNEY
– Palazzo delle Esposizioni – ROMA

1968
– Galleria Sinisca – ROMA

1969
– Galleria Il Pianoforte – SALISBURGO
– Arts & Arts – NEW YORK

1970
– Palazzo Comunale – SALSOMAGGIORE

1971
– Stone Arts – BOSTON
– Sunset Gallery – LOS ANGELES

1972
– Centro di Cultura Italiano – TOKIO
– Italian Art Center – NEW YORK

1973
– Palazzo Barberini – ROMA
– Galleria Riccucci – CIVITAVECCHIA

1974
– Galleria l’Etrusca – ROMA
– N.A.C Center – TOKIO
– Mitoshi Gallery – OSAKA

1975
– Galleria 70 – MESSINA
– M.A.A.G. – PARIGI

1976
– Ford Gallery – LONDRA

1977
– Galleria Cennino Cennini – FIRENZE

1978
– Villa del Sole – ROMA

1979
– C. S. Banca D’Italia – ROMA
– Flowers Gallery – TOKIO

1981
– Palazzo dei Priori – PERUGIA

1983
– Galleria Furlan – TRIESTE
– Dream Art – TOKIO

1984
– Galleria Ivaldi – MARSIGLIA

1985
– M.A.A.G. – PARIGI

1986
– Palazzo Bruschi – TARQUINIA (ROMA)

1988
– Toho Arts Center – TOKIO

1990
– Galleria Grinis – BERLINO

1992
– Toho Arts Center – TOKIO

1994
– Castello Sforzesco – MILANO

1995
– Galleria Riccardi – VICENZA
– M.A.A.G. – PARIGI

1996
– Palais des Arts – GINEVRA
– Toho Arts Center – TOKIO

1997
– Galleria Passardi – LUGANO

1998
– Galleria Axelo – DUSSERDOLF
– Galleria L’Agostiniana – ROMA

2000
– Toho Arts Center – TOKIO
– Media Global – OSAKA

2001
– Dahlia Pink – SINGAPORE

2002
– Satin Rouge – HONG KONG
– Green Garden Gallery – SAN FRANCISCO

2003
– Honda Central Gallery – FUSUOKA

2008
– Palazzo Valentini – ROMA

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