Rudy Zoppi

Rudy ZoppiRudy Zoppi nacque vicino Acquanegra sul Chiese (MN) il 15 agosto del 1975 tra le furiose proteste dello staff medico a cui aveva rovinato la classica gita di Ferragosto, i quali, ebbero in seguito modo di vendicarsi ponendolo nella stessa stanza d’ospedale assieme al figlio di Orietta Berti.

In seguito a questo episodio, si diffuse ben presto la voce di un probabile scambio di culle e che l’infermiera responsabile non ricordasse più niente per via di una misteriosa caduta su una scatola di sementi dimenticata nella corsia del reparto. Ma nonostante il forte dubbio opprimesse le sue speranze di una vita normale egli si appassionò fin da piccolo (e senza motivo apparente) all’elettronica sottrattiva (tipo eliminare circuiti da apparecchiature stereo, walkman e frullatori) , chimica domestica (sgorgare con acido solforico gli scarichi lenti) e compravendita di immobili da aste fallimentari e monopoli . Durante l’adolescenza in seguito ad un autoprovocato corto circuito con relativo incendio in un appartamento dello “Zuccherificio” che stava facendo visionare a una signora di Baronissi, dovette abbandonare l’attività, e per riuscire a sviare gli inquirenti che oramai erano sulle sue tracce si rifugiò nel mondo dell’arte dove si creò un alibi attendibile (almeno per i suoi genitori).

Finiti gli anni spensierati e ricchi di successi economici, sentimentali e politici all’interno della struttura pubblica, si trovò ben presto a dover scegliere il seguito della sua vita , ma non ci mise molto a scoprire le poche alternative rimastegli . Fu quasi convinto da un suo amico conte barbone ereditiero a seguirlo per il mondo in cerca di una sua cugina misteriosamente scomparsa alla fermata del bus di Prignano Cilento oppure diventare archeologo e seguire sempre questo suo amico ma stavolta con “frusta e cappello”. La patria scelse per lui, arruolandolo con prepotenza nella sua flotta marina, i pochi testimoni di questo oscuro periodo narrano che lo Zoppi riuscì ad evadere dalla ferma obbligatoria ormai in decadenza , corrompendo con un disegno raffigurante una giornata di sole, uno psichiatra marino, il quale alla vista di esso si rese conto di aver a che fare con un soggetto che avrebbe potuto causare forti problemi al decoro del nobile corpo armato e per evitare il diffondersi tra i militari di tatuaggi con tali grafiche preferì rispedirlo a casa.

Nei successivi anni di libertà si iscrisse a un corso di teorie laureandosi in “Teoria” con voto di 110 con lode e abbraccio accademico del reparto di Igiene Mentale di Baragiano (PZ) dove aveva seguito i corsi. Partecipò a svariate mostre pittoriche di cui ricordiamo le personali: “Oggi mi sono svegliato storto” presso il “Pulpito fuori le mura ma dentro i muri” di Sicignano degli Alburni (SA) nell’anno 1998, “la Misericordia ha dimenticato la croce” presso L’istituto case popolari di Bergamo nel 2001 e poi l’ultima “Non ricordo più chi mi ha detto che ne valeva la pena…ma se l’acchiappo!” presso il centro malattie incurabili di Oliveto Citra (SA) e alla famosa collettiva interportuale “100 cavalletti per 100 pittori addi fronte al mare” promossa dal circolo culturale “Il Palombaro e la Seccia” di Acciaroli (SA).

Ha partecipato anche al premio “Achille Bonito Oliva una vita per l’ARTrite” nel 2005 durante la sagra del fusillo con le noci ad Altavilla Silentina (SA) classificandosi al terzo posto e al concorso “Arte in Cucina” svoltosi a Romagnano al Monte (SA) nel 2007 vincendo con l’opera “Il cane mastino” in abbinamento alla Porchetta di Ariccia il premio come “miglior opera da strada”. Nelle sue opere emerge prepotente l’antagonismo morale tra se stesso e Napoleone Bonaparte di cui rivendica il giorno di nascita ,da cui ne scaturisce uno stato di catarsi sociologia dove il potere religioso misto al risentimento politico di scelte sbagliate lo portano ad immergersi in un substrato di povertà culturale e di materialismo di origine Wagneriana. Questo scrive di lui il critico d’arte Gelsomino Del Prato sulla rivista d’arte “Il Vermiglio che sbadiglio” nel dicembre 2007 eleggendolo pittore del giorno. Di salute precaria, vive in alloggi di fortuna nonostante sia teoricamente proprietario di tre case, un castello, due loculi al cimitero di Bozzolo e abbia 23216 cani a lui intitolati.

Attualmente si occupa di cinema, piegatura del ferro, design, verniciatura auto e moto, pittura, riparazione scarpe, scultura, intrallazzi vari, musica ,duplicazione cd e dvd, organizzazione feste, festini, festival e tante altre attività inutili. E’ sepolto sotto una spessa coltre di indifferenza nella ridente (nel senso che si prende gioco di lui) cittadina di Battipaglia (SA).

[www.equilibriarte.net/rudyzoppi]

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